Il comitato promotore Hip Hop Protection è una libera associazione senza scopo di lucro che raccoglie adesioni per promuovere la candidatura della cultura Hip Hop nella lista dei patrimoni immateriali dell’UNESCO.
Se anche tu vuoi dare il tuo contributo, sostieni il progetto con una firma. L’invito è rivolto a tutti coloro che condividono i valori e gli obiettivi della nostra missione
Hip Hop Protection è un’associazione culturale senza scopo di lucro fondata nel 2022 a Roma per promuovere la candidatura della cultura Hip Hop nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO attraverso una proposta di candidatura transnazionale.
Dal 2022 infatti l’associazione HHP è attiva nella collaborazione con ambasciatori, tecnici e altre realtà territoriali come Hip Hop Cinefest, Raw Ground Krump School, Hip Hop Epidemy, BRC OFF LINE e tante altre. Regolarmente l’associazione prende parte e/o organizza eventi artistici, culturali e sociali come jam, battle, showbattle, conferenze e talk sul territorio locale e dal 2026 anche all’estero con la partecipazione all’evento “Things Done Changed: Hip Hop Future for a World on Fire” organizzato dagli European Hip Hop Studies presso il Groninger Museum in Olanda.
• Essere trasmesso da generazione in generazione
• Essere costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in stretta correlazione con l’ambiente circostante e con la sua storia
• Permettere alle comunità, ai gruppi nonché alle singole persone di elaborare dinamicamente il senso di appartenenza sociale e culturale
• Promuovere il rispetto per le diversità culturali e per la creatività umana
• Diffondere l’osservanza del rispetto dei diritti umani e della sostenibilità dello sviluppo di ciascun paese
Dal 2022 indaghiamo e studiamo il processo di patrimonializzazione della cultura Hip Hop, l’impatto istituzionale che questa cultura ha avuto, l’applicazione delle teorie dei Critical Heritage Studies e della Nuova Museologia nel dialogo istituzionale, i processi di globalizzazione e musealizzazione, le conseguenti sfide e criticità, i precedenti storici di una eventuale candidatura transnazionale e il perché considerare la cultura Hip Hop patrimonio immateriale vivente.
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Il patrimonio immateriale rappresenta tutto ciò che identifica un gruppo di persone in una o più aree e si esprime in ciò che “accade”. La descrizione di che cos’è il patrimonio immateriale viene approfondita nel dettaglio nella Convenzione UNESCO di Parigi del 2003, che ne identifica le principali caratteristiche.
per “patrimonio culturale immateriale” s’intendono le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how – come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi – che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale. Questo patrimonio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia e dà loro un senso d’identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana. Ai fini della presente Convenzione, si terrà conto di tale patrimonio culturale immateriale unicamente nella misura in cui è compatibile con gli strumenti esistenti in materia di diritti umani e con le esigenze di rispetto reciproco fra comunità, gruppi e individui nonché di sviluppo sostenibile.
UNESCO Convenzione di Parigi, 2003 Art. 1.2, Definizioni
(a) Tradizioni ed espressioni orali, compreso il linguaggio in quanto veicolo del patrimonio culturale immateriale (Hip Hop Slang e linguaggio non verbale come i segni e gesti delle mani);
(b) Arti dello spettacolo (djing, breaking, writing, mcing e altro);
(c) Consuetudini sociali, riti e feste (jam, cypher, party);
(d) Cognizioni e prassi relative alla natura e all’universo (knowledge);
(e) Artigianato tradizionale (flyer, copertine di dischi, abbigliamento e altro).
UNESCO Convenzione di Parigi, 2003, Art. 2.2 Definizioni
Hip Hop Protection ritiene che la cultura Hip Hop sia conforme per sua natura ai requisiti richiesti dall’UNESCO.
La teoria che HHP vuole portare avanti si fonda sulla seguente tesicausa: la cultura Hip Hop è per sua natura storica conforme ai requisiti richiesti dall’UNESCO. Questa teoria, supportata da ricerche approfondite e in costante evoluzione, costituisce la base della proposta di candidatura.
Il processo di patrimonializzazione di questa cultura ha attraversato tanti canali diversi, anche grazie alla sua più volte citata multidisciplinarietà, ed è tuttora in evoluzione continua. Con radici così profonde e versatili l’Hip Hop è riuscito a farsi linguaggio, movimento, estetica, politica, svago ed inevitabilmente ha rimesso in discussione il concetto stesso di valore. Nel tentativo di ricostruire in maniera sempre più dettagliata i passaggi fondamentali di questo processo abbiamo riscontrato una serie di veri e propri precedenti storici in termini di ufficializzazione della patrimonializzazione da parte delle istituzioni. Iniziative che stanno spianando la strada ad una potenziale candidatura transnazionale e che sono riuscite a catturare l’attenzione di organizzazioni come ONU e UNESCO.
HIP HOP DECLARATION OF PEACE: un documento che fu presentato all’ONU il 16 maggio del 2001 dall’associazione Temple Of Hip Hop, fondata da KRS-ONE (MC e filosofo Hip Hop di fama mondiale) nel 1996. Questo è il primo documento ad aver riconosciuto la cultura Hip Hop a livello istituzionale internazionale; diviso in 18 punti, descrive questa cultura come strumento di costruzione di pace e di dialogo interculturale.
INTANGIBLE ROOTZ: un progetto portato avanti da Moncell Durden (educatore di danza, coreografo, etnografo, storico e ricercatore, membro della storica MOPTOP crew e docente Universitario) il quale voleva proporre la candidatura della danza Hip Hop come Danza Folkloristica Americana, riconoscendola come patrimonio immateriale dall’UNESCO e dal CID (Consiglio Internazionale della Danza mondiale). Questo progetto ha una storia dinamica e si è evoluto nel tempo attraversando varie fasi: nasce come un corso di formazione, per poi diventare un tentativo di candidatura ed evolversi ancora una volta nell’esperienza educativa che è oggi.
LA PROCLAMAZIONE DEL REGGAE COME PATRIMONIO IMMATERIALE: il 29 novembre del 2018 la musica Reggae è stata riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità. Secondo l’UNESCO, la musica reggae ha “contribuito al dibattito internazionale su ingiustizia, resistenza, amore e umanità”, sottolineando come essa racchiuda al contempo elementi di valore “cerebrale, socio-politico, sensuale e spirituale”.
LA PROCLAMAZIONE DELLA CULTURA HIP HOP COME PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UNESCO NEL 2023 IN BRASILE: il Brasile nel 2023 è diventato il primo paese a riconoscere la cultura Hip Hop come patrimonio immateriale a livello nazionale. L’iniziativa prende le mosse da un movimento sociale chiamato Construção Nacional 50 Anos da Cultura Hip Hop ed è stata riconosciuta in 26 Stati Nazionali e dal distretto Federale, con la partecipazione di diecimila attivisti.
GERMANIA: La cultura Hip Hop a Heidelberg, 2023 [in corso di teorio].
Il primo requisito per qualsiasi proposta di candidatura è che la comunità che produce la cultura in questione sia protagonista partecipe del processo di riconoscimento. Per questo motivo l’associazione HHP ha deciso di proporre il progetto con una petizione. Tale scelta ci aiuta a garantire il consenso comunitario ma anche a creare dati statistici su come la cultura Hip Hop viene percepita dalle persone.
Se vuoi sostenere il progetto con una donazione, puoi procedere tramite bonifico bancario, inserendo i seguenti dati:
comitatopromotore@hiphoprotection.com
veronica.benanti@timpec.it
CODICE FISCALE
96521560589